
Descrizione del percorso
Si parte dal Rifugio Tenente Fabbro a Cima Campigotto (1783 m), scendendo lungo la strada asfaltata (n.619); si incontra, sul lato destro, lo sbocco del sentiero 332, con panorami su casera Losco e sulla catena del Pupera Valgrande e Brentoni; evitando le tracce di sentiero alla sinistra della strada (non più praticabili), si prosegue in discesa fino al km 14.200, dove, sulla sinistra, si imbocca il sentiero CAI 338 per Casera Doana. Si sale quindi, su ampia carrareccia, fino a casera Doana, posta in una splendida conca alpina, da cui si può godere uno spettacolare panorama: Tre Cime di Lavaredo, Cadini di Misurina, Cristallo, Marmarole, Sorapiss, Antelao, Pelmo, Civetta, Moiazza e Cime di S.Sebastiano si presentano, da destra a sinistra, in un ampio anfiteatro: qui si impone una sosta.
Abbandonando l’Alta Via 6, si prosegue per il sentiero 338, che scende dolcemente verso malga delle Pecore, che bisogna però lasciare alla propria sinistra, raggiungendo, poco dopo, un’altra costruzione (Baita Cima Campo Rosso); qui il sentiero si fa un po’ meno evidente, passa a fianco di alcune antenne tv, e giunge sul limitare del bosco, da dove inizia una lunga discesa, a tratti molto ripida; i frequenti segnavia CAI rosso-bianchi aiutano a non perdere la giusta direzione nel bosco, dove il sentiero si fa più stretto.
Quando il bosco inizia ad aprirsi, il sentiero sbuca nei pressi di una graziosa baita (fienili Larine, con tabella Baita Martina, proprietà privata) con stupenda veduta sull’Antelao. Da qui la discesa prosegue, sempre piuttosto ripida, ma su carrareccia, passando per i fienili Larine Basse e Pilotto, fino ai fienili Costa; qui la strada spiana e prosegue, con ampi tratti asfaltati, verso i fienili Dumelle, scendendo quindi, più dolcemente, fino al ponte sul torrente Piova; qualche centinaio di metri dopo il ponte, al primo bivio, il sentiero 338 prosegue in leggera salita verso destra e, dopo aver incontrato altri tabià, sbocca sulla strada che scende da Cima Campigotto.
Si scende quindi lungo la strada fino a incontrare il ristorante-pizzeria “Al Foghèr”; qui, sul retro del ristorante, a sinistra, dove si trovano due sentieri, bisogna imboccare quello che scende verso destra (palo con segnale di divieto di transito), in direzione parallela alla strada verso Laggio; si prosegue poi in leggera discesa, fino a incontrare una stradina asfaltata e, pochi metri dopo, si imbocca la prima carrareccia a destra, che porta in breve alla chiesa di S.Margherita di Salagona, che sorge in mezzo ad un prato; sullo sfondo il monte Tudaio. Si tratta di una delle chiese più antiche di tutta la provincia, che contiene una serie di affreschi di stile bizantino del XIII-XIV secolo e un pregevole soffitto in legno a cassettoni del XVII secolo.
Si ritorna quindi sulla stradina, proseguendo verso Laggio, sbucando sulla strada principale nei pressi di una curva. Si continua verso il centro di Laggio (chiesa di S.Antonio abate), dirigendosi quindi a Vigo, dove ci si può informare per programmare la visita alle stupende chiese di S.Orsola (XIV sec.), di S.Martino (1559) e della Madonna della Difesa (1512).

• Casera Doana, lontana dai grandi flussi del
turismo, è inserita in una splendida conca alpina,
per di più racchiusa ad anfiteatro da uno
spettacolare panorama che va dalle Tre
Cime di Lavaredo al gruppo della Civetta.
• S. Margherita di Salagona, che sorge in
mezzo a un prato, è una delle chiese più antiche
di tutta la provincia di Belluno, e custodisce
un ciclo di affreschi in stile bizantino,
risalenti al XIII-XIV secolo.
• A Laggio, da visitare la chiesa di S. Antonio
abate.
• A Vigo è notevole la chiesa di S. Orsola
del XIV secolo, con lo straordinario ciclo di
affreschi interni, risalente al Trecento. Da sola
testimonia l’importanza dell’antica direttrice
della Mauria, probabile porta d’ingresso del
Cristianesimo in Cadore dalla Chiesa madre
di Aquileia. Sempre a Vigo S. Martino ultimata
nel 1559 e Madonna della Difesa del 1512.
• Vicino alla chiesa di S. Orsola la Biblioteca
storica cadorina, che custodisce centinaia
di pergamene e manoscritti cadorini, oltre
a rare edizioni a stampa.
In sintesi
Il percorso può essere schematicamente suddiviso
nei seguenti tratti:
1. da Cima Campigotto all’imbocco del sentiero 338,
su strada asfaltata in discesa
2. dall’imbocco del sentiero 338 a Casera Doana, in
salita, su ampia carrareccia
3. da casera Doana a fienili Costa, lungo il sentiero
338, in discesa, a tratti ripida
4. da fienili Costa a Laggio, su ampie carrarecce e/o
stradine asfaltate, prevalentemente in discesa
5. da Laggio a Vigo, su strada asfaltata pianeggiante
Partenza Cima Campigotto (1790 m) • Arrivo Vigo di Cadore (936 m) • Tempo di percorrenza L’intero percorso a piedi è di almeno
6 ore (soste escluse) • Dislivello Circa 400
m in salita e circa 1200 m in discesa • Segnaletica Sentiero CAI n.338 • Difficoltà Alcuni
tratti del sentiero 338 sono in ripida discesa
nel bosco • Periodo consigliato Maggio-ottobre • Soste consigliate Casera Doana | Chiesa
di S.Margherita di Salagona (Laggio) |
Chiese di S.Orsola, Madonna della Difesa,
S.Martino (Vigo) • Cartografia Tabacco
1:75.000 “La provincia di Belluno con il Cammino
delle Dolomiti” | Tabacco 1:25.000 Foglio
01 “Sappada-S.Stefano-Forni Avoltri” | Tabacco
1:25.000 Foglio 016 “Dolomiti del Centro Cadore”
• Note logistiche Visite guidate alle chiese
di S.Margherita e S.Orsola, tel. 0435 77058
| Per ospitalità e altre info turistiche Ufficio IAT
Calalzo di Cadore, Via Stazione 37, cap 32042,
tel. 0435 32348, fax 0435 517225 calalzo@infodolomiti.
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