Nevegal - Belluno

 

Descrizione del percorso   ↓ gpx

  Dal santuario del Nevegal ci si dirige verso il piazzale dove iniziano le piste da sci e, giunti alla rotonda, si gira in direzione Quantin, proseguendo per circa 500 m e quindi imboccando, sulla sinistra, la carrareccia (via Val di S.Mamante) che scende dolcemente per la valle di S.Mamante, percorrendola interamente (45 minuti circa); si giunge quindi a un’ampia curva della strada asfaltata che scende verso Belluno, nei pressi di un grande crocifisso in legno; invece che proseguire sulla strada asfaltata fino alla chiesa di S.Mamante, è possibile tagliare per un sentiero attualmente non segnalato che scende nel bosco, imboccandolo pochi metri dopo la curva, sulla destra; lungo la discesa si incontrano alcuni bivi non segnalati con diramazioni secondarie, che portano tutte comunque verso S.Mamante: tenendo la sinistra al primo bivio si sbuca nei pressi di un’altra curva della strada asfaltata, da cui, dopo una sbarra bianca e rossa, riprende un altro sentiero in discesa e, tenendo sempre la sinistra al bivio successivo, si giunge infine nei pressi della chiesa di S.Mamante (il sentiero termina ad un casolare con vicino un grande abete rosso). San Mamante era un martire della Cappadocia (attuale Turchia); il suo culto, tipicamente orientale, venne probabilmente introdotto a Belluno nell’Alto Medioevo nel periodo di dominazione Bizantina (500-600 d.C.); l’influenza in territorio Bellunese dei greci Bizantini, stanziati saldamente ad Oderzo, è testimoniata da altre dedicazioni di chiese della fascia pedemontana della Sinistra Piave: Santa Tecla a Trichiana e Sant’Ippolito al passo San Boldo.
    Per tradizione popolare l’acqua che sgorga da una piccola sorgente nei pressi della chiesa di San Mamante avrebbe la proprietà di “rendere lattifere le puerpere che la bevono”.
    Dopo una pausa per la visita alla chiesa di S.Mamante e alla vicina sorgente (in una stradina dietro la chiesa) si riprende la discesa lungo la strada asfaltata fino al bivio verso il ristorante la Nogherazza (via Gresane, nei pressi di un maneggio), dove si gira a sinistra (è possibile tagliare un tratto di strada asfaltata, imboccando una carrareccia sulla sinistra, poco prima dell’inizio del tratto ripido di discesa, proseguendo poi fra i campi e girando nuovamente a destra per imboccare un’altra carrareccia che sbuca in via Gresane e qui girando verso sinistra, giungendo in breve al bar al Dosso).
    Proseguendo per via Gresane si giunge a Faverga con la sua chiesetta e qui si svolta subito a destra, per via Nongole proseguendo fino ad un bivio, dopo un ponticello (sul torrente Turriga, nei pressi di un lavatoio), dove si gira a sinistra, imboccando via Pagagnoi e percorrendola tutta; al termine di via Pagagnoi (campo di tiro con l’arco) si gira verso destra per via Giovanni Moro, proseguendo fino ad un altro bivio, dove si svolta a sinistra, salendo per via Calle Stretta e giungendo quindi alla chiesa parrocchiale di Castion; da qui ci si dirige verso sinistra, superando poco dopo l’oratorio dei Battuti (sempre sulla sinistra) e giungendo ad un incrocio con capitello, dove si svolta a destra per via Primo Capraro, proseguendo in piano fino a Cavessago, con la sua chiesetta; attraversato il paese si scende per via Cavessago fino a incrociare la strada principale che collega Castion con Belluno, attraversandola per imboccare sul lato opposto via Col Cavalier e proseguendo fino al bivio successivo; qui giunti, girando a destra e proseguendo per poche decine di metri si possono visitare il capitello della Madonna Bianca e la chiesa di S.Maria Nostra delle Grazie; girando invece a sinistra, in discesa, si prosegue per via Sanfor fino a giungere nei pressi del ponte della Vittoria; da qui la via più diretta per giungere a Belluno in piazza del duomo è la seguente: si attraversa il ponte, girando subito a sinistra per via Alzaia e raggiungendo in breve il parcheggio di Lambioi, dove si possono prendere le scale mobili che portano direttamente in piazza del Duomo.
    In alternativa, a destra dopo il ponte si visita il quartiere di Borgo Piave, antico porto fluviale, con la chiesa di San Nicolò e pregevoli edifici, e da lì si sale a Belluno lungo via Rugo. Attraverso la porta omonima si supera l’antico perimetro delle mura e si penetra in città nei pressi del trecentesco palazzo del Capitano.
    Giunti in piazza Duomo si ammirano la cattedrale dedicata a San Martino di Tours, il palazzo dei Rettori (attuale prefettura), il palazzo Rosso (attuale municipio) e il palazzo dei Vescovi (ora Auditorium; nell’atrio importanti epigrafi romane; preistoria e storia antica anche al vicino Museo civico); nella contigua piazza Castello una splendida balconata permette di ammirare il Piave e la Val Belluna. Volgendo lo sguardo verso nord, tra gli edifici si aprono squarci sui bastioni dolomitici della Schiara, con la Gusela del Vescovà.

altimetria

 

• Alla base del Nevegàl, di grande interesse la chiesa di San Mamante. Il culto del martire della Cappadocia venne probabilmente introdotto a Belluno nell’Alto Medioevo nel periodo di dominazione Bizantina (500- 600 d.C.). Per tradizione popolare l’acqua che sgorga da una piccola sorgente nei pressi della chiesa avrebbe la proprietà di donare latte alle puerpere che la bevono.

• Dal bel ponte della Vittoria, splendida vista di Belluno dal basso con le Dolomiti sullo sfondo. Attraversato il Piave, si sale in centro storico nelle armoniose piazze del Duomo (notevoli la Cattedrale e il cinquecentesco Palazzo dei Rettori) e dei Martiri. Bellunoè città immersa nella natura, con bei monumenti e piazze medievali e rinascimentali. Le chiese, in primo luogo la cattedrale di San Martino, offrono numerosi spunti di interesse religioso, storico e artistico, mentre il museo civico conserva reperti importanti
a partire dalla preistoria, che ha lasciato tracce di primario interesse nella parte meridionale della provincia di Belluno. La città sorge su uno sperone roccioso che domina il Piave e il torrente Ardo. L’andamento dell’antica cinta muraria è ancora facilmente individuabile.


In sintesi
L’itinerario è divisibile in 3 tratti:

1. dal santuario del Nevegàl alla Val di S.Mamante: breve tratto iniziale asfaltato pianeggiante, seguito da carrareccia in leggera discesa

2. dalla Val di S.Mamante alla Chiesa di S.Mamante: in discesa su sentieri non segnalati

3. dalla Chiesa di S.Mamante a Belluno: su strade asfaltate secondarie in piano e leggera discesa, con salita finale al centro di Belluno

 

Partenza Nevegal, Santuario Maria Immacolata (1010 m) • Arrivo Belluno, Duomo (383 m) • Tempo di percorrenza Circa 3-4 ore • Dislivello Circa 700 metri in discesa • Segnaletica Assente nel tratto di sentiero inizio Val di S.Mamante- Chiesa di S.Mamante • Difficoltà Nessuna • Periodo consigliato Marzo-novembre, ma percorribile tutto l’anno • Soste consigliate Chiesa di S. Mamante • Cartografia Tabacco 1:75.000 “La provincia di Belluno con il Cammino delle Dolomiti” | Tabacco 1:25.000 Foglio 024 “Prealpi e Dolomiti Bellunesi” • Note logistiche Per ospitalità e altre info turistiche Ufficio IAT Belluno, P.zza Duomo 2, cap 32100, tel. 0437 940083, fax 0437 958716 belluno@infodolomiti.it

 

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