
Descrizione del percorso
Il percorso inizia alla cattedrale di Belluno da cui si sale, attraverso il centro storico, verso Mussoi.
Poco dopo la rotonda della Cerva, si imbocca la strada verso Fisterre (via Cappellari), che si lascia quasi subito per dirigersi verso il parco di Villa Clizia (o di Mussoi – che si lascia sulla sinistra), magnifico bosco ricchissimo di specie arboree di origine esotica. Superato il caratteristico “ponte delle fontane” si sale verso Vezzano (via Fisterre) e, incrociata la strada principale, si scende per un centinaio di metri, in direzione Belluno, fino alla chiesa di San Sebastiano.
In alternativa, dopo la rotonda della Cerva si può proseguire lungo via Col di Lana, per vedere i luoghi di nascita di papa Gregorio XVI e la chiesetta dei santi Filippo e Giacomo (pregevoli affreschi) che conserva le spoglie dei genitori del Papa; 50 metri più avanti si prende, a destra, via Travazzoi e dopo altri 50 metri si entra nel parco di Villa Clizia, fino al “ponte delle fontane”.
Dalla chiesa di San Sebastiano inizia la salita verso il “Bosco delle Castagne”, noto ai bellunesi perché qui furono impiccati alcuni partigiani durante il secondo conflitto mondiale (ogni anno si celebra una messa in loro ricordo). Dopo una salita non faticosa, ma non brevissima, si raggiunge il posto in cui accadde il tragico evento: i vecchi castagni su cui trovarono la morte quei ragazzi sono ancora in piedi, secchi. Si tratta di un luogo monumentale e austero. In breve discesa si raggiunge l’azienda agricola Gava dalla quale, su strada bianca pianeggiante, ci si dirige verso Tisoi.
Il paesaggio è splendido e caratterizzato dalla presenza di apprezzabili ambienti agrari di tipo tradizionale. Si raggiunge la bella chiesetta di San Simon e quindi, per strada asfaltata (via S.Simon) si arriva a Tisoi, dove si consiglia una visita all’altare della chiesa parrocchiale.
Da Tisoi si prosegue per Giazzoi e si arriva quindi, dopo aver oltrepassato il torrente Gresal, a Libàno e Bolago, in posizione molto panoramica: lo sguardo spazia, in modo particolare, verso la Val Belluna.
Da Bolago, per strada bianca in discesa, si raggiunge la località Casoni e quindi Orzes.
Fra Orzes e Roe Alte il percorso si sviluppa su stradine di campagna, in parte asfaltate, ma sempre inserite in contesti ambientali molto apprezzabili e ben conservati. Bello il panorama sul Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi (Pizzocco, Spiz di Vedana, monti del Sole) e sulla certosa di Vedana.
Oltrepassata la strada statale in località Suppiei, si comincia a costeggiare il Cordevole, ora su strade bianche, ora su piste in terra battuta. Si raggiunge così la frazione di Seghe di Villa e, sempre lungo il Cordevole, Villa e Meli. Nel tratto lungo il Cordevole, si notano ancora le tracce delle antiche segherie, qui in passato numerose. Da Meli un sentiero che si sviluppa proprio dietro il colle di Villa Patt di Sedico consente di raggiungere Bribano e la chiesetta di San Nicolò. Eretto nel 1502 e restaurato nel 2002, l’oratorio è dedicato a S.Nicolò, patrono degli zattieri, poiché per secoli Bribano è stato importante centro di lavorazione del legname che scendeva dall’Agordino per fluitazione lungo il Cordevole; la scritta “Buzatorum” e lo stemma (una mèla o lama da sega) sopra la porta d’ingresso, indicano la famiglia che ne commissionò la costruzione, i Buzzati, che avrebbero avuto come discendente, nel Novecento, il giornalista e scrittore bellunese Dino Buzzati.
All’interno si possono ammirare: un altare in legno rosso del 1506, opera dell’intagliatore feltrino Vettor Scienza; uno splendido trittico di inizio Cinquecento, attribuito ad Agostino da Lodi, che rappresenta la Madonna, S.Nicolò e S.Rocco, protettore contro la peste; un paliotto in cuoio del Seicento con gli stemmi dei Rudio e del vescovo Berlendis, probabilmente opera di Giovanni Auregne o della sua scuola.
Da Bribanet si prosegue lungo strade asfaltate in uno dei contesti meglio conservati del comune di Sedico, ricco di prati ancora regolarmente falciati e di siepi arboree, raggiungendo in breve Longano, da dove si scende nei boschi ripariali del Piave; qui, tenendosi sempre verso sinistra, una serie di stradine sterrate conduce a un maneggio, da cui si sale al Ponte di San Felice; attraversato il ponte, in breve, per strada asfaltata, si giunge a Trichiana.

• A Mussoi luoghi di nascita di Papa Gregorio
XVI.
• Sotto Vezzano, il “ponte delle fontane” fu
aquedotto di probabile origine romana.
• Nel “Bosco delle Castagne” furono impiccati
alcuni giovani partigiani durante il secondo
conflitto mondiale.
• Nella zona di Tisói il paesaggio è caratterizzato
dalla presenza di ambienti agrari di
tipo tradizionale, in un contesto curato e di
delicato equilibrio estetico. Merita una visita
la parrocchiale.
• A Bribanét, nell’oratorio di San Nicolò, costruito
nel 1502, pregevoli dipinti di scuola
lombarda.
• Anche il Ponte di San Felice, che supera
il Piave, ricorda tristi accadimenti risalenti al
periodo di guerra.
In sintesi
La tappa si sviluppa quasi interamente per strade asfaltate secondarie e stradine
sterrate; l’assenza di segnalazione richiede attenzione per trovare l’imbocco
dei tratti di sentiero e capacità di orientamento ai bivi delle stradine sterrate.
Da Belluno a Roe il percorso presenta vari saliscendi, quindi, fino a Trichiana,
rimane quasi sempre pianeggiante.
Partenza Belluno, Duomo (383 m) • Arrivo Trichiana (349
m) • Tempo di percorrenza 8-9 ore circa a piedi (soste
escluse); in bicicletta circa 3 ore • Dislivello Bosco delle
Castagne (573 m), quota massima • Segnaletica Assente,
tranne nella salita al Bosco delle Castagne • Difficoltà
Tappa non impegnativa per dislivello, ma per lunghezza (25
km circa) • Periodo consigliato Marzo-novembre, ma percorribile
tutto l’anno • Soste consigliate Chiesa parrocchiale
di Tisoi | Oratorio di S. Nicolò a Bribanet • Cartografia Tabacco
1:75.000 “La provincia di Belluno con il Cammino delle
Dolomiti” | Tabacco 1:25.000 Foglio 024 “Prealpi e Dolomiti
Bellunesi” • Note logistiche Per ospitalità e altre info
turistiche Ufficio IAT Belluno, P.zza Duomo 2, cap 32100,
tel. 0437 940083, fax 0437 958716 belluno@infodolomiti.it.
