Mercoledì 19 e Giovedì 20 agosto sull'anello del Pói, in Agordino

ESCI 2026: sulle orme di san Francesco

Creato, lavoro dell'uomo e cura delle relazioni

Mercoledì 19 e giovedì 20 agosto si è svolta la 19ª edizione degli Esercizi Spirituali Comunitari Itineranti (ESCI) sul Cammino delle Dolomiti, organizzata da un’équipe diocesana di volontari che promuove questa iniziativa, con il supporto e la collaborazione logistica di alcune persone della comunità di adulti scout (MASCI) “Le dalmede” di Belluno-Feltre e delle comunità locali. Il gruppo dei 38 pellegrini era costituito in gran parte da persone provenienti da diverse zone della provincia di Belluno e da altre province del Veneto (5 da Treviso, 3 da Vicenza, 2 da Rovigo), con una fedele “amica di pigna” di Firenze; nove le coppie di sposi che hanno scelto di camminare assieme; quattro i “nuovi” che hanno vissuto per la prima volta questa esperienza. Don Augusto Antoniol ha accompagnato i partecipanti con tre riflessioni centrate su san Francesco d’Assisi, instancabile annunciatore e testimone di pace, nell’Anno Giubilare Francescano, indetto da papa Leone XIV per celebrare l’ottavo centenario del suo “transito” (1226 – 2026); tutte le riflessioni sono state arricchite da racconti ed episodi significativi tratti dalla sua esperienza missionaria.

19 AGOSTO (traccia gpx)

La mattina di mercoledì il gruppo si è ritrovato per un momento iniziale di benvenuto e di preghiera presso la sala Luciani della chiesa arcidiaconale di Agordo, alla presenza del parroco don Giuseppe Bratti e del sindaco, Roberto Chissalè, che hanno salutato i pellegrini. Prima della partenza e della tradizionale foto di gruppo, a scopo beneaugurale, sono stati consegnati a tutti i “cordói” preparati per l’occasione da una delle partecipanti.

Giunti a Giove, il gruppo ha sostato presso la fontana del paese per ascoltare la prima riflessione: la narrazione della conversione di san Francesco, avvenuta dopo l’abbraccio e il bacio al lebbroso, ci insegna che prima vengono l’amore e la carità verso i fratelli, da qui può nascere la fede.

Con un tratto di salita nel bosco i pellegrini sono giunti a Voltago, accolti da Gabriele Riva e Cesira Zanon, in rappresentanza del Gruppo folk del Pói, con l’opportunità di provare insieme un ballo tradizionale. Ė intervenuto per un saluto il sindaco di Voltago, Giuseppe Schena. C’è stata quindi la visita alla chiesa parrocchiale dei santi Vittore e Corona e, nella suggestiva cappella affrescata, è stata proposta la seconda riflessione, centrata sui rapporti tra san Francesco e l’islam, sottolineando l’importanza, molto attuale, di riuscire a essere uomini aperti al dialogo.

Dopo il pranzo a buffet presso l’hotel Stella Alpina, il vescovo di Belluno-Feltre, don Renato Marangoni si è unito al gruppo, condividendo la fatica del cammino lungo la salita da Voltago a Versegala, poi al Cristo delle traversade e fino a forcella Aurine; qui, dopo una preghiera nella chiesetta della Madonna della neve, ci si è potuti ristorare presso il bar dei Ghegi. Ripreso il cammino, passando per Sant’Andrea, si è quindi giunti a Don di Gosaldo per la cena preparata dal Ristorante Miravalli di Sagron, consumata presso il tendone allestito dalla Pro Loco di Gosaldo. La serata è stata quindi animata dai canti di Maria Vittoria Chenet con le sue coriste e dai racconti di Liliana De Nato, piena di passione per la sua azienda agricola, seguiti da quelli di suo marito, l’ex-sindaco di Gosaldo Giocondo Dalle Feste, che ha fatto un singolare discorso di saluto, quindi ha spiegato, anche con gustosi aneddoti, l’attività dei seggiolai ambulanti con il loro gergo segreto, lo skapelamént. La benedizione impartita dal vescovo Renato ha infine chiuso l’intensa giornata.

20 AGOSTO (traccia gpx)

Trascorsa la notte presso la Casa delle ACLI e fatta la colazione al Bar Futura, il gruppo si è riunito per la preghiera delle lodi nella chiesa della Beata Vergine Addolorata di Gosaldo, con la partecipazione del coro parrocchiale. Dopo il saluto di don Giuseppe Bratti e del sindaco Stefano Da Zanche, don Augusto ha proposto la terza riflessione: san Francesco uomo di pace, pacificato con sé e con gli altri, pacificatore nella società.

Passando da Le Feste e Skandolèr, i pellegrini sono saliti verso il Gardellon e il Cristo delle traversade, per poi scendere a Renon fino a Tiser, dove si è svolta una visita alla chiesa di san Bartolomeo.

Raggiunta forcella Franche per il pranzo preparato dalla Pro Loco di Rivamonte, il gruppo ha dovuto modificare il programma, per il sopraggiungere di un forte temporale; sotto la pioggia si sono attraversati i villaggi di Valchesina e Tos, dove è stato ricordato il lavoro delle capòzole, giovani ragazze che emigravano per fare le donne di servizio nelle famiglie. Giunti infine alla chiesa di san Floriano di Rivamonte, c’è stata l’occasione di un momento di confronto fra i pellegrini su quanto vissuto nei due giorni di cammino, anche a partire da alcuni spunti di attività spirituale: l’attenzione alla bellezza del Creato e alla cura delle relazioni. La mancata visita alle miniere di Valle Imperina è stata compensata dalla visione dell’altare della Madonna della Salute della vecchia chiesa di Zenich, custodito in sacrestia, che in passato raccolse le preghiere di tanti minatori.

Rientrati ad Agordo, con il supporto di un pulmino e di alcune auto, è stata celebrata la Santa Messa presso la chiesa arcidiaconale di santa Maria nascente. A conclusione dell’esperienza è avvenuta la tradizionale consegna ai partecipanti della pigna di larice, simbolo del Cammino delle Dolomiti, unita a un segnalibro a ricordo dell’esperienza “sulle orme di san Francesco”.