Agordino

Tappa 11

Da Alleghe a Pieve di Livinallongo

altimetria tappa 11

Descrizione del percorso

ATTENZIONE - Il territorio di Rocca Pietore, sul quale si sviluppa la maggior parte della Tappa 11, ha riportato le più gravi conseguenze della tempesta Vaia dell'ottobre 2018, sia sul piano idrogeologico, sia per i danni alle foreste. I lavori di ripristino ambientale e funzionale sono ancora in corso e la sentieristica ovviamente ne risente. Rispetto al testo descrittivo ufficiale della Tappa 11, che potete leggere qui sotto, segnaliamo alcune criticità, anche rilevanti. Innanzitutto, lasciato il centro di Alleghe verso Nord, alla passerella bisogna continuare dritto sulla ciclopedonale in sinistra orografica del Cordévole (dunque NON si prende la passerella), perché sulla destra orografica sono in corso lavori fino a Santa Maria delle Grazie. A Santa Maria delle Grazie si attraversa il ponte per entrare dentro il paese portandosi in destra Cordévole, poi su ampia strada riaperta a pedoni e ciclisti a fine luglio 2022 si arriva a Caprile seguendo il percorso ufficiale della Tappa. Raggiunta Laste, da Moè però è impossibile scendere a Digonera a causa dell'immenso disastro provocato da Vaia sul bosco dell'intero versante. Da Laste occorre dunque seguire la strada provinciale che, a valle, giunge proprio a Digonera. Da lì a Pieve di Livinallongo tutto sommato è meglio seguire la strada principale (eventualmente con mezzo pubblico). [L.G. 24 luglio 2022]

Usciti dal centro di Alleghe, proseguendo sul lungolago (oppure provenendo dalla sponda opposta del lago), si arriva alla nuova passerella sul Cordevole, imboccando il “sentiero naturalistico Masarè-Sottoguda”.
Si prosegue quindi su questo sentiero, che costeggia il Cordevole ai piedi della montagna di Bramezza, fino a giungere al santuario di Santa Maria delle Grazie, dal 1945 al 2021 gestito dai frati minori di san Francesco; si esce dalla piazza, passando a fianco dell’antica chiesa (costruita nel 1693), svoltando quindi a destra e riprendendo il sentiero che costeggia il Cordevole, tenendo la destra all’unico bivio (a sinistra per Pian de le Nòs -Pezzé) che si incontra, superando la località Barce (dove un tempo giungeva il limite del lago) e giungendo quindi nei pressi di Caprile (che resta sull’altra sponda; se si desidera visitare il paese basta attraversare una comoda passerella sul Cordévole); si prosegue lungo il sentiero naturalistico, incontrando, poco dopo, un’area per pic-nic (fontanella) e giungendo quindi nei pressi di Saviner, dove il sentiero devia a sinistra, in salita, con panorama sulla chiesa di Rocca Pietore; si sale quindi fino a Pezzé, giungendo in una piazzetta (fontana) e, nei pressi di un crocifisso (vicino ad una tabella del sentiero naturalistico, che si abbandona), ci si dirige a destra, in discesa, lungo la strada asfaltata che porta fino al torrente Pettorina, che si attraversa prendendo subito a sinistra; dopo un paio di minuti di cammino si prende il largo sentiero sulla destra, diritto, in salita, fino a raggiungere la strada provinciale 641 che si attraversa per imboccare, di fronte, il breve percorso pedonale che immette alla strada comunale; prendere a destra verso il centro di Rocca Pietore.

Entrati in paese, ci si dirige nella piazza principale, con il municipio e la chiesa di Santa Maria Maddalena (costruita nel 1442, ma verosimilmente di origine più antica) che contiene una pala d’altare d’arte tedesca del 1517 e un importante flügelaltar; dalla piazza parte una stradina (tabella CAI per Saviner-Laste), in leggera discesa che conduce al villaggio di Troi, lo si oltrepassa proseguendo sempre in direzione Laste (segnaletica Cai) su sentiero largo e agevole in leggera salita, nel bosco (attenzione: poco dopo Troi bisogna tralasciare la traccia più stretta che scende a destra verso il torrente e continuare tenendo invece la sinistra sulla via più larga, che sale). È questo il vecchio tracciato che portava a Ronch, reso inagibile dalla frana che anni fa si staccò dalle Crépe de Fessura e parzialmente ripristinato nell'estate del 2021; si tratta di un percorso di notevole bellezza, in gran parte nel bosco, con aperture panoramiche straordinarie sulla parete Nord del Civetta (3.220 s.l.m.). Il sentiero sale comodo e ombreggiato imponendo tre facilissimi guadi fino a giungere alla Busa dei Cervi, dove si prende a sinistra su traccia più stretta e ripida ben segnalata (seguire per Laste, non per Saviner). Dopo qualche centinaio di metri il sentiero si ricongiunge alla strada de Valacia (prendere a sinistra) che sale da Saviner, carrareccia in fondo battuto, poco sotto il Col dei Pioge ("dei pidocchi”; 1354 m; crocifisso, panchine); da qui, al termine della salita, dopo un pausa per ammirare il panorama su Civetta e Sasso Bianco, si prosegue in costa (sentiero CAI 636), incontrando l'imbocco di tre grotte censite nel registro veneto e un capitello dedicato a Sant'Antonio; si abbandona poco dopo il sentiero principale, deviando a sinistra (tabella per Ronch) e giungendo, dopo breve salita nel prato di Fessura ( "tabié"; tavolo di legno per picnic), a Ronch di Laste (1508 m); qui un tavolo con panche, vicino a una fontana e, soprattutto, lo stupendo panorama invitano alla sosta.

Da Ronch si prende la strada, in leggera discesa, che porta fino a Laste, tranquillo villaggio di montagna, con la chiesa di San Gottardo (consacrata nel 1440), posta su una piana con splendida vista sul Col di Lana, sul Pelmo, sul Lagazuoi e sul Pore; si scende di poco, deviando quindi a destra, passando per Col di Laste e giungendo a Moè; qui, sulla destra, si imbocca il sentiero CAI (sentiero Bernardi) che scende, inizialmente fra i prati (picchetti CAI nel terreno), quindi nel bosco (tabelle CAI), diventando infine carrareccia e giungendo a Digonera, dove, nei pressi della nuova chiesa dedicata a San Giuseppe Lavoratore, si raggiunge la strada regionale 563.

Da Digonera si prosegue verso sinistra, sulla strada, fino ad attraversare il ponte sul Cordevole, quindi, dopo un breve tratto di salita, al primo tornante, in prossimità di un crocifisso, si devia a destra, seguendo le indicazioni di un sentiero CAI che sale in breve fino al sacrario militare della prima guerra mondiale di Pian di Salesei. Dal sacrario (1192 m) ci si riporta sulla strada regionale 563, girando a sinistra per imboccare, dopo pochi metri, un sentiero sulla sinistra (tabella CAI per Pieve) che risale per il bosco, tagliando i tornanti e attraversando la strada per due volte, terminando alle prime case di Salesei di Sotto (1375 m) e qui, entrati in paese, si imbocca una strada sterrata (a destra di un crocifisso) che si dirige in costa con vista sul Piz Boè; superato un capitello dedicato a san Floriano e il bivio per Salesei di Sopra, si prosegue fino a raggiungere la strada regionale 48, nei pressi del cimitero, ormai alle porte di Pieve di Livinallongo, sede del Museo di Storia, Usi, Costumi e Tradizioni della Gente Ladina e meta finale della tappa.

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Digressione “F”

   Da Caprile ha inizio la lunga digressione “F” del Cammino delle Dolomiti che raggiunge Colle S. Lucia e Selva di Cadore, per poi attraversare l’intera Valle di Zoldo fino a Longarone (vedi carta Tabacco 1:75.000 “La provincia di Belluno con il Cammino delle Dolomiti”).

In sintesi

Il percorso può essere così schematicamente suddiviso:

1. da Alleghe - Masarè a Caprile in piano, prima su strada, poi su ampio sentiero

2. da Caprile a Rocca Pietore, inizialmente in salita su ampio sentiero, poi in discesa fino a superare il torrente Pettorina, quindi in salita fino a Rocca

3. da Rocca Pietore a Ronch di Laste, inizialmente su sentiero in saliscendi, poi su ampia carrareccia in salita

4. da Ronch di Laste al sacrario di Salesei, inizialmente su strada in costa fino a Moè, poi su sentiero in discesa nel bosco fino a Digonera, quindi su strada, in lieve discesa fino a superare il Cordevole, e quindi di nuovo in leggera salita fino a Salesei

5. da Salesei a Pieve di Livinallongo, in salita, su sentiero che taglia i tornanti della strada regionale 563 fino a Salesei di Sotto, poi su carrareccia in costa fino a Pieve di Livinallongo

Partenza Alleghe-Masarè (970 m) • Arrivo Pieve di Livinallongo del Col di Lana (1470 m) • Tempo di percorrenza L’intero percorso a piedi è di circa 8 ore (soste escluse) • Dislivello Circa 1100 m in salita e 600 m in discesa • Segnaletica Tabelle sentiero naturalistico Masarè-Sottoguda, tabelle CAI, sentiero 636 • Difficoltà Tappa piuttosto lunga, con dislivello in salita e discesa • Periodo consigliato Maggio-ottobre • Soste consigliate Santuario Santa Maria delle Grazie | Sacrario militare di Salesei | Pieve di Livinallongo: Museo di storia, usi, costumi e tradizioni della gente ladina, tel. 0436 79130 • Cartografia Tabacco 1:75.000 “La provincia di Belluno con il Cammino delle Dolomiti” | Tabacco 1:25.000 Foglio 015 “Marmolada-Pelmo-Civetta-Moiazza” • Note logistiche Per ospitalità e altre info turistiche Ufficio IAT Arabba (Livinallongo), Via Boè 3, cap 32020, tel. 0436 79130, fax 0436 79300 arabba@ infodolomiti.it.

mappa tappa 11

da vedere

• L’alta valle del Cordevole propone al viandante un paesaggio alpino di rara bellezza e fascino: siamo tra le vette dolomitiche più elevate e più famose, in vista di Marmolada, Sella, Civetta, Pelmo, Tofàne. Vertiginosi belvedere si affacciano su pareti altissime e verticali, dominanti su una vallata stretta che ne accentua ancor più l’aspetto aspro, severo.

• La strada che costeggia il lago di Alleghe sulla destra orografica offre un panorama splendido: nello specchio d’acqua, originato da una frana di tre secoli fa, si riflettono la chiesa di Alleghe e l’immensa parete della Civetta: la cima sovrasta il lago con un dislivello di oltre duemila metri.

• Lungo il Cordévole è di antica frequentazione il santuario di Santa Maria delle Grazie.

• A Rocca Pietore si visita la chiesa di Santa Maria Maddalena con il notevole flügelaltar del XVI secolo.

• Ronch, borgata di Laste a oltre 1500 metri di quota, presenta un panorama di eccezionale bellezza su Civetta e Pelmo.

• Nel sacrario militare di Pian di Salesei riposano migliaia di caduti nella prima guerra mondiale.

• Pieve di Livinallongo sorge ai piedi del Col di Lana: il nome del monte è tristemente noto per le lunghissime e terribili battaglie combattute durante la prima guerra mondiale. A Pieve è il Museo della cultura e delle tradizioni ladine.

Animali e piante

Lungo la tappa 11 e in particolare sull'altopiano di Laste è abbastanza probabile scorgere in cielo l'aquila reale, di solito in volo in coppia. Tra i rapaci, si segnala in particolare il gheppio. Frequente l'incontro con la ghiandaia.

webcam

Ospitalità

Laudato si’, “bussola” per questo tempo

Molte forme di intenso sfruttamento e degrado dell’ambiente possono esaurire non solo i mezzi di sussistenza locali, ma anche le risorse sociali che hanno consentito un modo di vivere che per lungo tempo ha sostenuto un’identità culturale e un senso dell’esistenza e del vivere insieme. La scomparsa di una cultura può essere grave come o più della scomparsa di una specie animale o vegetale (LS 145).

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