Valbelluna

Tappa 29

Da Belluno a Trichiana

altimetria tappa 29

Descrizione del percorso

Il percorso inizia alla cattedrale di Belluno da cui si sale, attraverso il centro storico, verso Mussoi.
Poco dopo la rotonda della Cerva, si imbocca la strada verso Fisterre (via Cappellari), che si lascia quasi subito per dirigersi verso il parco di Villa Clizia (o di Mussoi – che si lascia sulla sinistra), magnifico bosco ricchissimo di specie arboree di origine esotica. Superato il caratteristico “ponte delle fontane” si sale verso Vezzano (via Fisterre) e, incrociata la strada principale, si scende per un centinaio di metri, in direzione Belluno, fino alla chiesa di San Sebastiano.
In alternativa, dopo la rotonda della Cerva si può proseguire lungo via Col di Lana, per vedere i luoghi di nascita di papa Gregorio XVI e la chiesetta dei santi Filippo e Giacomo (pregevoli affreschi) che conserva le spoglie dei genitori del Papa; 50 metri più avanti si prende, a destra, via Travazzoi e dopo altri 50 metri si entra nel parco di Villa Clizia, fino al “ponte delle fontane”.

Dalla chiesa di San Sebastiano inizia la salita verso il “Bosco delle Castagne”, noto ai bellunesi perché qui furono impiccati alcuni partigiani durante il secondo conflitto mondiale (ogni anno si celebra una messa in loro ricordo). Dopo una salita non faticosa, ma non brevissima, si raggiunge il posto in cui accadde il tragico evento: i vecchi castagni su cui trovarono la morte quei ragazzi sono ancora in piedi, secchi. Si tratta di un luogo monumentale e austero.  Da qui, una deviazione consente di aggirare l’azienda agricola Gava (privata), per rientrare sulla strada bianca pianeggiante, che si dirige verso Tisoi.
Il paesaggio è splendido e caratterizzato dalla presenza di apprezzabili ambienti agrari di tipo tradizionale. Si raggiunge la bella chiesetta di San Simon di Zeneghe (attestata nel 1392 come "Sancti Simonis de Cenegis") e quindi, per strada asfaltata (via San Simon) si arriva a Tisoi, dove si consiglia una visita all’altare della chiesa parrocchiale.

Da Tisoi si prosegue per Giazzoi e si arriva quindi, dopo aver oltrepassato il torrente Gresal, a Libàno. All'incrocio che termina il rettilineo si prende a destra (e non a sinistra verso la chiesa di San Giovanni Battista, com'era nella proposta originaria del Cammino) proseguendo in direzione di Barp e tenendo a sinistra il campo sportivo. Sollevando lo sguardo verso le montagne sopra Barp, vicino a una grande forcella si può scorgere in alto, quasi sul crinale, la mole rettangolare e bianca della chiesa di San Giorgio, di antica origine. Percorsi circa duecento metri dal campo sportivo, verso Barp, si prende a sinistra la rampa in ripida discesa della nuova pista ciclabile, svoltando subito a destra al tornante; si oltrepassa la comoda passerella sul torrente e si risale su strada asfaltata prendendo a sinistra per giungere all'ex chiesa parrocchiale di Libano, tra le più antiche e importanti della provincia di Belluno, collocata in cima a un promontorio con straordinaria vista su monti verso Nord e sui prati e villaggi sottostanti. Oltrepassata la chiesa, lungo la discesa, a un centinaio di metri, sulla destra, sorgeva la chiesetta di Santa Maria di Valdenère, che nel tempo è stata trasformata in abitazione privata; si scende quindi fino alla strada principale e subito la si attraversa per entrare nell'antico nucleo di Bolàgo, con architetture rurali interessanti e con l'oratorio della Beata Vergine Annunziata (Chiesa dell'Ave Maria), letteralmente inglobata dentro un edificio abitativo. Si torna sulla strada principale e subito si prende a destra, passando davanti alla moderna e grande chiesa parrocchiale, costruita a inizio Novecento per iniziativa dei certosini di Vedana; la lunga discesa su asfalto (attenti allo scarso traffico, ma veloce) conduce alla località Casoni e quindi, attraversata la strada regionale (attenzione!), a  Orzes.

Fra Orzes e Roe Alte il percorso si sviluppa su stradine di campagna, in parte asfaltate, ma sempre inserite in contesti ambientali molto apprezzabili e ben conservati. Bello il panorama sul Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi (Pizzocco, Spiz di Vedana, monti del Sole) e sulla certosa di Vedana.

Oltrepassata la strada statale in località Suppiei, si comincia a costeggiare il Cordevole, ora su strade bianche, ora su piste in terra battuta. Si raggiunge così la frazione di Seghe di Villa e, sempre lungo il Cordevole, Villa e Meli. Nel tratto lungo il Cordevole, si notano ancora le tracce delle antiche segherie, qui in passato numerose.

Da Meli un sentiero che si sviluppa proprio dietro il colle di Villa Patt di Sedico consente di raggiungere Bribano e la chiesetta di San Nicolò. Eretto nel 1502 e restaurato nel 2002, l’oratorio è dedicato a san Nicolò, patrono degli zattieri, poiché per secoli Bribano è stato importante centro di lavorazione del legname che scendeva dall’Agordino per fluitazione lungo il Cordevole; la scritta “Buzatorum” e lo stemma (una mèla o lama da sega) sopra la porta d’ingresso, indicano la famiglia che ne commissionò la costruzione, i Buzzati, che avrebbero avuto come discendente, nel Novecento, il giornalista e scrittore bellunese Dino Buzzati.

All’interno si possono ammirare: un altare in legno rosso del 1506, opera dell’intagliatore feltrino Vettor Scienza; uno splendido trittico di inizio Cinquecento, attribuito ad Agostino da Lodi, che rappresenta la Madonna, San Nicolò e San Rocco, protettore contro la peste; un paliotto in cuoio del Seicento con gli stemmi dei Rudio e del vescovo Berlendis, probabilmente opera di Giovanni Auregne o della sua scuola.

Da Bribanét si prosegue lungo strade asfaltate in uno dei contesti meglio conservati del comune di Sedico, ricco di prati ancora regolarmente falciati e di siepi arboree, raggiungendo in breve Longano. Qui il percorso  del Cammino delle Dolomiti risulta modificato rispetto al tracciato originario: da Longano proseguendo verso Est sulla principale via Sant'Ubaldo si oltrepassa il torrente Gresal e appena dopo la curva si prende il tracciato a sinistra che in breve conduce sul cavalcavia della ferrovia; si prosegue verso Villiago in contesto agricolo di alto valore per poi prendere a destra al quadrivio, su via San Felice. Si scende fino al villaggio di Triva, si scavalca la strada provinciale 635 e in poco si raggiunge e si percorre il Ponte di San Felice, con la memoria dei partigiani uccisi dai tedeschi nella notte tra il 14 ed il 15 luglio 1944, quando persero la vita Alfonso ed Ermenegildo Bogo, Emilio Bortot, Enrico, Giovanni e Graziano Dal Farra, Samuele De Salvador, Vittorino Fenti, Aldo Praloran, Sebastiano Reolon e Vittorio Tormen; si continua sulla provinciale 635 camminando sul marciapiede fino al secondo bivio a destra, che si prende su strada stretta inoltrandosi nel vecchio villaggio di San Felice, con la chiesetta dedicata; poco oltre si prende a sinistra la stradina che segue il torrente Tuora, lontano dalle strade principali, e si raggiunge così il centro di Trichiana.

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La Tappa 29

In sintesi

La tappa si sviluppa quasi interamente per strade asfaltate secondarie e stradine sterrate; la segnalazione limitata richiede attenzione per trovare l’imbocco dei tratti di sentiero e capacità di orientamento ai bivi delle stradine sterrate. Da Belluno a Roe il percorso presenta vari saliscendi, quindi, fino a Trichiana, rimane quasi sempre pianeggiante.

Partenza Belluno, Duomo (383 m) • Arrivo Trichiana (349 m) • Tempo di percorrenza 8-9 ore circa a piedi (soste escluse); in bicicletta circa 3 ore • Dislivello Bosco delle Castagne (573 m), quota massima • Segnaletica  segnavia giallo-rossi • Difficoltà Tappa non impegnativa per dislivello, ma per lunghezza (25 km circa) • Periodo consigliato Marzo-novembre, ma percorribile tutto l’anno • Soste consigliate Chiesa parrocchiale di Tisoi | Oratorio di San Nicolò a Bribanet • Cartografia Tabacco 1:75.000 “La provincia di Belluno con il Cammino delle Dolomiti” | Tabacco 1:25.000 Foglio 024 “Prealpi e Dolomiti Bellunesi” • Note logistiche Per ospitalità e altre info turistiche Ufficio IAT Belluno, P.zza Duomo 2, cap 32100, tel. 0437 940083, fax 0437 958716 belluno@infodolomiti.it.

mappa tappa 29

da vedere

• A Mussoi luoghi di nascita di Papa Gregorio XVI.

• Sotto Vezzano, il “ponte delle fontane” fu acquedotto di probabile origine romana.

• Nel “Bosco delle Castagne” furono impiccati alcuni giovani partigiani durante il secondo conflitto mondiale.

• Nella zona di Tisói il paesaggio è caratterizzato dalla presenza di ambienti agrari di tipo tradizionale, in un contesto curato e di delicato equilibrio estetico. Merita una visita la parrocchiale.

• A Bribanét, nell’oratorio di San Nicolò, costruito nel 1502, pregevoli dipinti di scuola lombarda.

• Il contesto naturale e agricolo di Longano, Villiago e Triva è di alto valore.

• Anche il Ponte di San Felice, che supera il Piave, ricorda tristi accadimenti risalenti al periodo di guerra.

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